Fassone Piemontese

fassone piemontese

La razza piemontese

razza piemontese

Numerose ricerche hanno dimostrato che la carne bovina di Razza Piemontese è particolarmente povera di grasso: lo 0,5 - 1% contro il 3% delle altre razze bovine. Grazie all'esiguo contenuto di colesterolo, essa si identifica come più magra di molte carni bianche e, addirittura, di molte qualità di pesci, conquistandosi il riconoscimento come una delle migliori carni a livello internazionale per i suoi valori dietetico-nutrizionali.

La mucca principessa

Si contraddistingue inoltre, per una scarsa presenza di tessuto connettivo tra le fibre muscolari, che la rendeparticolarmente tenera. Questa caratteristica deriva, oltre che da un elemento genetico, da una crescita controllata. Una crescita che non rispetti i ritmi naturali porta, infatti, ad un incremento eccessivo dei connettivi con conseguente indurimento della carne.

Il colore rosso della carne, tipico dei bovini destinati alla produzione di carne, è dovuto soprattutto al suo contenuto in ferro e a significative quantità di composti antiossidanti in gran parte collegati alla Vitamina E. Ma sull'aspetto cromatico della carne incidono diversi fattori quali: l'età del capo, la sua alimentazione e le condizioni di macellazione.

La carne di Fassone Piemontese che trovate sui banchi della nostra macelleria, proviene da allevamenti in quella che è unanimemente riconosciuta come la patria del Fassone Piemontese, garantito Coalvi. I bovini di Razza Piemontese in virtù della loro spiccata conformazione da carne presentano rese alla macellazione e allo spolpo superiori a quelle di altre razze da carne.

la tracciabilità

Tutti gli operatori (allevamenti, macelli, laboratori, punti vendita) sottoscrivono l'adesione al Disciplinare di Etichettatura e sono inseriti nella banca dati del Consorzio. Il Consorzio acquisisce i dati anagrafici dei bovini da tutti i soci attraverso il collegamento alla banca dati dell’Anagrafe Nazionale Il Consorzio attraverso il collegamento con la banca dati dell’Associazione Nazionale Allevatori di Razza Piemontese, verifica l’effettiva iscrizione del capo al Libro Genealogico.
I macelli, al momento della macellazione, attraverso il collegamento on line con la banca dati del Consorzio, o con il software apposito, verificano se il bovino possiede i requisiti previsti dal Disciplinare e quindi se può proseguire lungo la filiera del Consorzio. macelli, dopo aver inserito i dati relativi alla macellazione provvedono ad inviare, insieme alla carne, i supporti informatici (chip card, bar code o files) ai punti vendita di destinazione, che contengono tutte le informazioni relative alla tracciabilità compreso il peso della carne posta in vendita e non sono più modificabili senza l’intervento del Consorzio.
I punti vendita verificano la corrispondenza tra la merce inviata e la documentazione cartacea e informatica in arrivo dal macello e provvedono a caricare sulle bilance etichettatrici i supporti informatici contenenti i dati di tracciabilità. Il punto vendita, al momento della vendita del taglio di carne, rilascia l’etichetta riportante i dati relativi al bovino da cui deriva la carne. Ad ogni pesata del punto vendita vengono sottratti i chilogrammi corrispondenti fino all'esaurimento del carico precedentemente inserito grazie all'utilizzo di supporti informatici.
Secondo il piano di autocontrollo approvato dal Ministero delle Politiche Agricole, il Consorzio effettua le previste verifiche su tutti gli operatori aderenti al Disciplinare di Etichettatura per verificare che le procedure previste siano rispettate. Tutto il sistema di etichettatura e tutti gli operatori compreso il Consorzio stesso, sono sottoposti ai controlli previsti da un Ente Terzo al fine di verificare il rispetto degli obblighi previsti dal disciplinare.

Tracciabilità

Tutti gli operatori (allevamenti, macelli, laboratori, punti vendita) sottoscrivono l'adesione al Disciplinare di Etichettatura e sono inseriti nella banca dati del Consorzio. Il Consorzio acquisisce i dati anagrafici dei bovini da tutti i soci attraverso il collegamento alla banca dati dell’Anagrafe Nazionale Il Consorzio attraverso il collegamento con la banca dati dell’Associazione Nazionale Allevatori di Razza Piemontese, verifica l’effettiva iscrizione del capo al Libro Genealogico.

I macelli, al momento della macellazione, attraverso il collegamento on line con la banca dati del Consorzio, o con il software apposito, verificano se il bovino possiede i requisiti previsti dal Disciplinare e quindi se può proseguire lungo la filiera del Consorzio. macelli, dopo aver inserito i dati relativi alla macellazione provvedono ad inviare, insieme alla carne, i supporti informatici (chip card, bar code o files) ai punti vendita di destinazione, che contengono tutte le informazioni relative alla tracciabilità compreso il peso della carne posta in vendita e non sono più modificabili senza l’intervento del Consorzio.

I punti vendita verificano la corrispondenza tra la merce inviata e la documentazione cartacea e informatica in arrivo dal macello e provvedono a caricare sulle bilance etichettatrici i supporti informatici contenenti i dati di tracciabilità. Il punto vendita, al momento della vendita del taglio di carne, rilascia l’etichetta riportante i dati relativi al bovino da cui deriva la carne. Ad ogni pesata del punto vendita vengono sottratti i chilogrammi corrispondenti fino all'esaurimento del carico precedentemente inserito grazie all'utilizzo di supporti informatici.

Secondo il piano di autocontrollo approvato dal Ministero delle Politiche Agricole, il Consorzio effettua le previste verifiche su tutti gli operatori aderenti al Disciplinare di Etichettatura per verificare che le procedure previste siano rispettate. Tutto il sistema di etichettatura e tutti gli operatori compreso il Consorzio stesso, sono sottoposti ai controlli previsti da un Ente Terzo al fine di verificare il rispetto degli obblighi previsti dal disciplinare.

Bue di Carrù

Lo puoi trovare nelle macellerie Fortarezza

Si tratta del bovino castrato di razza Piemontese "nostrano", diverso dal bovino Piemontese "della coscia", che fino al dopoguerra si utilizzava per lavorare i campi e a fine carriera (3 anni circa) era avviato al macello. Il prestigio di questa produzione ha determinato l'allungamento del periodo di allevamento dei bovini fino a 4-5 anni. A Carrù (CN) vengono valutate classi differenti di buoi dai 16 ai 18 mesi (Vitello in bocca), fino al bue finito in bocca (4 anni almeno). La carne presenta le stesse caratteristiche di base della carne del bovino di razza Piemontese non castrato, ma si differenzia da questa per il colore rosso vivo intenso, in relazione all'età degli animali, e per la maggio re quantità del grasso infiltrato nei muscoli, elemento che la rende particolarmente saporita.

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